Sigaretta elettronica e IQOS: cosa deve sapere un Igienista Dentale?

Articolo preso da www.tartaronline.com
Scritto da: Sofia Drivas


Nell’articolo di oggi vorrei parlarvi di una mia analisi della letteratura scientifica (gli articoli più interessanti sono riportati a fine articolo) per conoscere meglio gli effetti delle sigarette elettroniche e i nuovi devices che riscaldano ma non bruciano il tabacco.

Perchè ho volute eseguire questa ricerca? Perchè sempre più pazienti mi chiedono informazioni sulle sigarette elettroniche e su Iqos, il sistema di Philip Morris che riscalda ma non brucia il tabacco.

Le sigarette elettroniche sono completamente innocue? I liquidi aromatizzati sono sicuri? Quali sono gli effetti sul cavo orale? Macchiano meno i denti? È più sicuro Iqos o il fumo “elettronico”?

Queste alcune delle domande che mi pongono…

Sono partita con la ricerca da questi due acronimi: ENDS e HNBD

Cosa significano?

ENDS e HNBD stanno per “Electronic Nicotine Delivery System” e “Heat-not burned devices”.

Conosceremo presto questi acronimi perché sempre più ricerche scientifiche stanno analizzando i loro effetti sulla salute delle persone e si trovano con facilità nel linguaggio scientifico di PubMed.

Partiamo con l’analisi delle sigarette elettroniche.

La particolarità della sigaretta elettronica risiede nel fatto che non contiene tabacco ma contiene nicotina a percentuali modulabili. Questa considerazione è fondamentale poiché la letteratura scientifica associa il rischio di sviluppare tumore all’esposizione del tabacco e non della nicotina. E’ infatti la combustione del tabacco e delle sostanze nocive generate dalla combustione che aumentano il rischio di carcinogenesi.

The New English Journal of Medicine afferma che le sigarette elettroniche sono buoni strumenti per ridurre e/o smettere di fumare le sigarette tradizionali rispetto alla terapia sostitutiva con nicotina (NRT: nicotine replacement therapy) (Hajek et al., 2019). I due principali aspetti positivi evidenziati nella ricerca sono che i soggetti appartenenti al gruppo che ha utilizzato la sigaretta elettronica per ridurre/smettere di fumare la sigaretta tradizionale non perdevano la ritualità e la percentuale di nicotina poteva essere ridotta gradualmente fino ad arrivare a fumare senza nicotina. Tuttavia, sono i gesti che, insieme alla ritualità, possono far cadere di nuovo nel vizio. Infatti, in un altro articolo svolto in un centro italiano di dismissione al fumo (Caponnetto et al., 2013) le sigarette elettroniche sono consigliate solo ai pazienti che non intendono smettere di fumare.

Nella maggior parte degli articoli comunque si afferma che l’utilizzo della sigaretta elettronica dovrebbe essere supervisionata da un medico e non utilizzata se non sotto osservazione dal personale specializzato.

Tuttavia, negli ultimi anni è stata documentata una inversione di tendenza: la sigaretta elettronica invece che essere utilizzata come mezzo per ridurre il fumo tradizionale era essa stessa fautrice dell’inizio alla pratica del fumo.

I soggetti più colpiti da questa inversione di tendenza sono stati gli adolescenti. Grazie agli aromi accattivanti e al design moderno, gli apparecchi ENDS vengono fumati dagli adolescenti che acquisendo un vizio, sono portati poi a fumare anche le sigarette tradizionali. Le sigarette elettroniche attraggono i giovani e vengono vendute anche online, rendendo le sigarette elettroniche accessibili a tutti senza limiti di età.

Presto gli aromi delle sigarette elettroniche saranno vietati e saranno conservati solo gli aromi alla menta (Drazen et al., 2019). I liquidi chimici con aromi burrosi e caramellati, a causa della presenza di composti chimici nocivi, sembrano diminuire la funzionalità delle cellule epiteliali ciliate presenti nelle vie respiratorie del nostro corpo. Per questo La Food and Drug Administration ne ha bannato l’utilizzo. Non sempre però è facile controllare il mercato online..

Per riassumere i pro e contro della sigaretta elettronica:

 

Parliamo ora del più famoso device che riscalda il tabacco: Iqos.

Il più famoso HNBD (Heat not-burned device) è di Philip Morris e si chiama Iqos.

Lo scopo di Philip Morris è di far approvare Iqos come MRTP (Modified Risk Tobacco Product) dall’FDA.

Gli MRTP sono prodotti che contengono tabacco ma che sono venduti o distribuiti al fine di ridurre i danni o il rischio di malattie legate al tabacco. L’FDA sta supervisionando tutta l’evidenza scientifica per valutare se la richiesta di Philip Morris può essere accettata per validare Iqos come prodotto MRTP. Questo sarebbe un passo enorme perché significherebbe affermare che fumare Iqos può ridurre i danni e i rischi di malattie legate all’uso del tabacco.

HNBD sembra essere meno dannoso se confrontato con le sigarette elettroniche e tradizionali (Biondi-Zoccai et al., 2019). Vi consiglio la lettura dell’articolo di Biondi-Zoccai pubblicato nel 2019 (in riferimento bibliografico a fine articolo) dove un gruppo di ricerca italiano ha valutato gli effetti del fumo tradizionale, della sigaretta elettronica e di Iqos sui parametri cardiaci come la produzione di stress ossidativo, l’innalzamento della pressione arteriosa e la produzione di proteine come la p-selectina che è implicata nel processo infiammatorio e di coagulazione del sangue. Tuttavia, quello che si riscontra è che in tutti i parametri analizzati Iqos performa meglio rispetto alla sigaretta tradizionale e alla sigaretta elettronica.

È una ricerca che però valuta gli effetti acuti dei tre devices. Non esistono ancora studi a lungo termine per valutare la cancerogenesi di questi nuovi dispositivi; rimane quindi un topic ancora controverso.

Alcuni pro e contro di Iqos:


Cosa possiamo fare come professionisti della salute?

Il fumo, in particolare nel paziente parodontale, è il secondo fattore di rischio principale dopo la presenza di biofilm. Può infatti incidere sugli outcome della terapia parodontale non chirurgica (Tomasi et al., 2007)

Fig. 1 : Probability of “pocket closure” ( probing pocket depth ≤ 4 mm) according to the initial PPD for smokers and non-smokers

Come viene appunto riportato dall’analisi del professor Tomasi il paziente fumatore ha una percentuale di chiusura della tasca inferiore (linea rossa) rispetto al paziente non fumatore (a 3 mesi dalla terapia non chirurgica) e questa differenza è risultata essere statisticamente significativa.

La parodontologia del futuro non solo potrà cambiare la prognosi del dente, ma cambierà la vita della persona, analizzerà i fattori di rischio con maggiore precisione, parlerà di “immune fitness” e stili di vita.

Per questo è importante parlare con il paziente delle sue abitudini al fumo: conoscere la frequenza, la tipologia di devices utilizzati (se usa una sigaretta elettronica potrebbe essere utile conoscere la percentuale di nicotina e l’aroma dei liquidi utilizzati), conoscerne gli effetti sistemici e sul cavo orale.

Dopo l’analisi della letteratura qui riassunta, ricordo che è sempre da favorire la completa dismissione dal fumo.

Nel paziente parodontale, brevi colloqui motivazionali di 5 minuti per sessione possono aiutare a capire il tipo di dipendenza del paziente e valutare se il paziente ha intenzione di smettere di fumare e riconoscere la sua ambivalenza. Per le tecniche del colloquio motivazionale da applicare nel paziente fumatore vi consiglio la lettura del libro “Health Behavior Change in the Dental Practice”.

Inoltre, potremmo anche individuare i centri antifumo vicino al nostro studio dentistico per motivare meglio il paziente e renderlo consapevole della presenza di specialisti che possono aiutarlo.

In Italia il 20% delle persone fuma e deve essere informato dei pericolosi effetti collaterali del fumo sulla salute sistemica e orale.

È nostro imperativo, come professionisti della salute, sensibilizzare le persone ed essere sempre aggiornati sulle nuove tendenze del fumo.

Questo è il motivo per cui per me la medicina preventiva e l’odontoiatria preventiva sono fondamentali.

Non si tratta di denti, ma della vita delle persone.

Dott.ssa Sofia Drivas – Igienista Dentale 

Bibliografia:

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